Con Tv2000 nel mistero della clausura femminile


Le telecamere seguono la giornata di cinque monasteri: le preghiere, la vita, i racconti delle religiose. Gli autori: «Sfatiamo i pregiudizi: sono donne moderne»

di ANGELA CALVINI

Il silenzio appena graffiato dal ver­so di una rondine o di un grillo su un’alba di campagna, le luci del­le auto lontane nel buio di una fre­netica città ancora addormentata. I­niziano così tante giornate, nei mo­nasteri di clausura italiani. Iniziano così, in una atmosfera di autentica serenità, i nuovi speciali di Tv2000 , I passi del silenzio, dedicati alla vita claustrale femminile. L’emittente dei cattolici italiani presenta la seconda serie dedicata alla vita contemplati­va, con 5 nuovi itinerari italiani at­traverso luoghi, atmosfere e testi­monianze. Cinque documentari di un’ora in onda alle 20, o­gni sabato, e in replica la domenica alle 13.30 e 23.20. «Anche quest’an­no abbiamo analizzato diversi cari­smi » spiega Marina Pizzi, autrice del programma nato da un’idea di Dino Boffo e con la regia di Ivano Baldui­ni. «Vedremo cinque atmosfere com­pletamente diverse con risposte di­verse alla ricerca dell’autentica feli­cità ».

Mentre l’anno scorso il viaggio com­prendeva monasteri maschili e fem­minili (la vecchia serie verrà ripro­posta alla fine dei nuovi documen­tari) quest’anno sarà tutto al femmi­nile. Protagonisti luoghi appartati dal mondo, come il monastero delle Car­melitane Scalze di Ronciglione e il monastero San Nicolò delle Clarisse di Otranto. Ma anche in oasi immer­se nel caos cittadino, come il mona­stero delle Agostiniane di Roma, a due passi dal Colosseo, quello delle Benedettine di Lecce, il Cottolengo di Torino. «Testimonianze di altri ritmi, di altri orizzonti di vita. Così di­versi da quelli del mondo esterno, ep­pure così concreti – spiega la Pizzi – . Abbiamo sfatato molti luoghi co­muni legati alla clausura femminile, scoprendo realtà completamente di­verse.

L’accoglienza, l’ascolto, l’attenzione ai problemi delle persone è un pun­to fondamentale, che accompagna la preghiera. I monasteri di clausura so­no luoghi ‘aperti’, nei parlatori si ri­cevono persone, le si ascoltano, gli si dà un aiuto reale alle nostre angosce e problemi. È forte il rapporto col mondo, è il mondo che va da loro».

Questi documentari sono come i cin­que tempi di un unico film che rac­conta come è vista la ricerca di Dio, il perché del silenzio, passando dal clas­sico convento benedettino di Lecce alla realtà del dolore del Cottolengo. «Qui prima viene la preghiera delle monache di clausura – aggiunge l’au­trice – che sostiene l’attività delle suo­re attive con i malati, che altrimenti forse non potrebbero resistere a tan­ta sofferenza». Le telecamere di Tv2000 si avvicinano con delicatezza a volti, voci, momenti di preghiera se­guendo il racconto di una giornata ti­po, dall’alba al tramonto, seguendo la liturgia delle ore che scandisce la vi­ta delle religiose. Che parlano e si rac­contano, con sorrisi in cui si rispec­chia il divino. «Abbiamo raccolto molte testimo­nianze di badesse, di monache e an­che di giovani novizie. Un quadro sor­prendente: molte sono belle, sono state fidanzate, sono laureate. Poi sentono questa chiamata e fanno u­na scelta estrema perché Dio per lo­ro aveva un disegno diverso». A com­mento delle immagini le musiche o­riginali del maestro Leonardo De A­micis e brani letti da Selvaggia Quat­trini: poesie e componimenti delle stesse monache, brani di San Bene­detto, Sant’Agostino, Santa Teresa di Lisieux. «Proponiamo un’altra televi­sione, che segue i ritmi delle religio­se – conclude la Pizzi –. Allo spettato­re proponiamo di entrare e di lasciarsi andare: vivrà così appieno per un’o­ra la loro atmosfera che porterà di cer­to una boccata d’aria alla nostra vita».

(c) Avvenire 10/04/2010

4 responses on “Con Tv2000 nel mistero della clausura femminile

  1. La Diocesi di Città di Castello ed il Museo diocesano hanno curato una mostra sui monasteri di clausura dal titolo “Nel Silenzio della luce” che ha già avuto tre spazi espositivi ottenendo un notevole interesse. Complimenti bel programma.

  2. Una realtà affascinante e misteriosa dove si cerca e si dona pace. Bello questo rapporto col mondo che “va da loro”. In un società frenetica come la nostra, questa scelta estrema è forse una delle rare strade per attingere direttamente al divino, alla sete di assoluto che ci accompagna
    Gisella

  3. idea splendida! Cercherò di seguire le trasmissioni.
    La ricerca del silenzio e dell’assoluto è un’energia attiva che combatte il dramma del relativo o che comunque ci fa riconquistare un equilibrio e un’integrità che i nostri tempi congiurano a farci smarrire o calpestano.
    Queste trasmissioni non fanno che dare salute all’anima e alla psiche!
    lucetta frisa

    • La Grata

      L’amore trapassa la grata
      quando è vero.
      Esse danno un limite
      che separando
      non dividono.
      Ed è là il segno
      dove mancano calcolo
      e misura. Ed è risposta
      al Tutto che scava dentro
      un abisso di libertà.

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