“Gli uomini non cambiano” di Mia Martini


Sono stata anch’io bambina
Di mio padre innamorata
Per lui sbaglio sempre e sono
La sua figlia sgangherata
Ho provato a conquistarlo
E non ci sono mai riuscita
E lottato per cambiarlo
Ci vorrebbe un’altra vita.

La pazienza delle donne incomincia a quell’età
Quando nascono in famiglia quelle mezze ostilità
E ti perdi dentro a un cinema
A sognare di andar via
Con il primo che ti capita e ti dice una bugia.

Gli uomini non cambiano
Prima parlano d’amore e poi ti lasciano da sola
Gli uomini ti cambiano
E tu piangi mille notti di perché
Invece, gli uomini ti uccidono
E con gli amici vanno a ridere di te.

Piansi anch’io la prima volta
Stretta a un angolo e sconfitta
Lui faceva e non capiva
Perché stavo ferma e zitta
Ma ho scoperto con il tempo
E diventando un po’ più dura
Che se l’uomo in gruppo è più cattivo
Quando è solo ha più paura.

Gli uomini non cambiano
Fanno i soldi per comprarti
E poi ti vendono
La notte, gli uomini non tornano
E ti danno tutto quello che non vuoi

Ma perché gli uomini che nascono
Sono figli delle donne
Ma non sono come noi

Amore gli uomini che cambiano
Sono quasi un ideale che non c’è
Sono quelli innamorati come te

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8 responses on ““Gli uomini non cambiano” di Mia Martini

  1. Carissimi amici ed amiche di Flannery,

    era il 14 maggio del 1995 quando il corpo di Mia Martini venne ritrovato, esanime, nel piccolo appartamento di Cardano al Campo, in provincia di Varese.

    Mia, al secolo Domenica Bertè, detta Mimì, aveva solo 47 anni. Con la sua morte – avvenuta per arresto cardiaco due giorni prima del ritrovamento, il 12 maggio 1995 – scompare anche una delle voci più intense, assolutamente indimenticabile, della musica italiana.

    Proprio perchè indimenticabile noi vogliamo ricordarla oggi e nei giorni seguenti con questo post, a partire da quell’intensa, forse amara, ma sofferta e sempre vera, canzone che è fra le sue cose più belle: “Gli uomini non cambiano”.

    Partecipate liberamente con i vostri pensieri ed impressioni. Per ricordare Mimì, piccola donna, grande anima, che è sempre nel nostro cuore.

  2. Ricordo che commuove e stupisce ancora oggi: coem di un poeta e intensamente moderna, SEMPRE!grazie per averla ricordata!

    aI FUNERALI IL APDRE FU (GIUSTAMENTE )AGGREDITO DALAL SORELLA LOREDANA, ANCHE LEI NELLA SPIRALE DEL NON AMORE DI Sè…MEDITIAMO MEDITIAMO

    MPia Quintavalla

  3. Le canzoni di Mia Martini rappresentano ancora un panorama musicale unico e sempre attuale nella sua espressività artistica. Mi piacciono tutti i suoi testi ma in particolare vi invito a sentire una canzone che, se non ricordo male, si intitola “Padre davvero”. Nelle parole esprime tutta la profonda consapevolezza di essere stata una figlia non amata, una specie di “lettera aperta” al padre, un confronto dai toni forti e sofferti, Sappiamo come il rapporto con il padre sia stato sempre,( per lei e per la altrettanto famosa sorella) un mancato incontro di sentimenti e di amore, di comunicazione e di vicinanza.Qualche parola per ricordarla …

    Fiori di arancio ancora chiusi
    e note lievi come un sorriso.
    Voce che insegue la primavera
    di un sogno breve come l’amore.
    E poi l’inverno lungo e infinito,
    in quel deserto che addormenta i pensieri.
    La vita scorre come sabbia nel mare
    nascondendo il silenzio di un addio mai voluto.

  4. Canzone del 1979 scritta da Ivano Fossati, artista che ha la capacità di modellare la parola e di farla diventare immagine intensa ed evocativa. Una danza che abbraccia il mondo intero, un inno alla vita e alla luce che si può ancora scoprire dopo il dolore e la solitudine. Un testo in cui il ritmo accompagna le parole con una sottile nostalgia per il tempo che lascia una scia indelebile nei ricordi. Una canzone forse poco conosciuta di Mia Martini perchè precedente ai suoi più grandi successi. Credo che la musica e la poesia siano due facce di una stessa medaglia, un arco e la sua freccia, immagini simmetriche di uno stesso volto.

    Danza

    Danza sul velluto sul cristallo
    del tuo tempo meno bello e qualcuno con te.
    Danza sulle ceneri antiche
    sulle ombre svanite e qualcuno con te.
    Se il tuo viso da ritratto scompare
    è che forse stai imparando a camminare.
    Danza nella tua casa fra le erbe
    e l’odore d’inverno e qualcuno con te.
    Danza bella donna piccola donna
    distorsione del tempo e qualcuno con te.
    Sulla luce che spaccò Firenze a metà
    ma lasciamo che sappia il cielo quello che sa.
    Tu danza sul dolore e la danza consumerà.
    Noi lasciamo che sappia il cielo quello che sa.
    Danza sulla poca fortuna sui campi alla luna
    e sul mare che fa.
    Danza e più chiarezza e pudore
    e meno rabbia e più amore è già qualcuno che va.
    Di ritorno dall’altra parte del mare e dal cielo
    l’Europa la protresti abbracciare davvero e invece
    coltivi ancora i tuoi dolori per tenerli con te.
    ………..
    Danza sulla tua vita che danza
    su tutto quello che manca, se non puo fare di più.

  5. “Danza sulla tua vita che danza
    su tutto quello che manca,se non può fare di più”
    Versi struggenti, di grande profondità esistenziale, di un’amarezza senza lacrime.
    Ho molto amato Mia Martini e continuo ad amarla oggi, ogni volta che riascolto la sua splendida e disperata voce che mette i brividi. Una grande artista.
    (forse perché neppure io sono stata amata da mio padre? Forse anche per questo).
    Ringrazio molto Maria di Lorenzo per questo ricordo che è un gesto d’amore.Ricordare è anche un atto di giustizia.
    lucetta frisa

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