Anna Magnani


di ELIO FIORE

A Edmonda Aldini


Pronti? Si gira. Motore. Ciac! Azione!
Splendido era il sole
sulle comparse impietrite
dal tuo grido di madre feroce,
e le braccia, le tue braccia,
vento d’ali spezzate,
nell’eterna corsa
mai ripetuta, imploravano
la mitragliatrice di non colpire
la creazione del figlio concepito
in quell’istante di rinascita vera,
nella finzione d’amore di un risveglio improvviso.
Ecco, il tuo grido appassionato
è per sempre nel mio cuore. Francesco!
Francesco. Francesco! Francesco. Francesco!
Rimanesti ferma sul selciato, vidi fanciullo
nel sangue e nel grido della Storia,
avvolgerti d’improvviso un’invisibile aureola.
L’avete uccisa! sussurrai. L’hanno uccisa!
In questo giorno in questo sole tra tanta luce.

Nella notte mi svegliavo,
ti vedevo ripetere per me quella corsa,
udivo la tua voce infinita,
quell’ululo di belva umana:
Francesco. Francesco! Francesco. Francesco!

Le comparse sparivano.
Tu sola, Anna Magnani,
diventata terra canto selciato,
eri ormai nera radice di quercia fulminata,
da un mitra di Storia implacabile e cinematografica.

Nessuno ti coprì di fiori, nessuno
sentì nel tuo grido assoluto,
tutto il sangue dei morti che non sapevamo.
Nessuno sentì il tuo rantolo vero, spietati
lasciarono la tua anima e un fazzoletto rosso
sul selciato. Ricordo bene: nel gennaio 1945,
in via l’Aquila, il biancospino non era fiorito.

Ti lasciarono in via Raimondo Montecuccoli,
e mentre il sole si oscurava,
mentre spegnevano i riflettori e le comparse sparivano,

in ginocchio m’accorsi che lacrimavi.

Nel buio ti chiamai, con il fazzoletto
ti copersi il ventre eterno delle ferite e,
a poco a poco, vidi,
nel cuore segreto della tua anima dilaniata,
risorgere senza finzione
la luce del tuo respiro.

 

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One response on “Anna Magnani

  1. Il poeta Elio Fiore era un bambino di appena nove anni quando assistette a una delle riprese del film Roma città aperta che Roberto Rossellini girava nell’inverno del ’45 a Roma con pochi mezzi e molta italica fantasia.

    La scena a cui assistette era quella, terribile e tragica, della mitragliatrice che colpisce senza pietà la donna del popolo a cui prestava volto e cuore e occhi felini una splendida Anna Magnani.

    Il bambino, futuro poeta, ne restò molto impressionato. Ai suoi occhi verità e finzione si confondevano, esercitando una suggestione potente nella sua anima.

    Se ne ricorderà poi da adulto, molti anni dopo, scrivendo questi splendidi versi che vi proponiamo, tratti dalla sua raccolta piu’ importante In purissimo azzurro (Garzanti, Milano, 1986).

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