Carissimi amici ed amiche di Flannery,
il primo maggio a Roma, in piazza San Pietro, verra’ beatificato Karol Wojtyla-Giovanni Paolo II e vogliamo anche noi partecipare a questo importante evento di portata mondiale, che coinvolge milioni e milioni di credenti e tocca le corde della simpatia, della stima e dell’affetto anche di tantissimi non cattolici e non credenti. Lo facciamo attraverso le pagine di un libro che oggi vogliamo presentarvi. Si tratta di un libro appena giunto nelle librerie, Compagni di viaggio. Interviste al volo con Giovanni Paolo II (Libreria Editrice Vaticana), curato dalla vaticanista Angela Ambrogetti, che in 390 pagine ha raccolto le conversazioni che Papa Wojtyla intratteneva con i giornalisti durante i suoi viaggi internazionali. Il materiale, assolutamente inedito, è stato recuperato dall’autrice grazie all’archivio della Radio Vaticana.
Compagni di viaggio, così Giovanni Paolo II definiva i giornalisti che lo accompagnavano nei lunghi voli intercontinentali. La consuetudine delle interviste in volo nacque dall’azzardo di un giornalista statunitense che in modo irrituale si rivolse a Papa Wojtyla durante il suo primo viaggio a Santo Domingo nel 1979 chiedendo quando avrebbe visitato gli Stati Uniti, ”Credo che sarà necessario”, rispose con la massima franchezza in inglese il Papa. Da lì è nata una abitudine che è continuata fino alla fine del pontificato. Il “papa pellegrino” durante il suo pontificato ha effettuato 146 viaggi in Italia e ben 104 all’estero, dal Brasile a Bombay alla Costa d’Avorio al Canadà, all’Irlanda a Praga, a Salisburgo ed in altre decine di capitali della terra, ovunque accolto da milioni di persone con grande simpatia.
“Un lavoro così sistematico non era stato ancora fatto, valeva la pena ed è per questo che ho accolto con favore la proposta di Angela Ambrogetti di lavorare su queste registrazioni”, afferma il gesuita Federico Lombardi nella prefazione del libro, che è al contempo un esperimento di giornalismo storico tra la ricerca d’archivio e l’attualità. Il libro è suddiviso per continenti e alla fine c’è anche un’intervista in esclusiva con Paloma Goméz Borrero. “E’ un’intervista fatta espressamente per il mio libro – racconta l’autrice – perché Paloma è la prima vaticanista che ha seguito Papa Wojtyla nei voli papali. Oggi ci sono più giornaliste, ma negli anni settanta era una novità. Ho voluto questa chiosa, questa chiacchierata tra due donne, proprio per sottolineare l’attenzione che il Papa aveva verso le vaticaniste”.
C’è dunque un magistero sconosciuto di Giovanni Paolo II, qualcuno l’ha definito un “magistero volante“. E’ quello costituito dalle parole che lui ha pronunciato in aereo in decine e decine di viaggi. Angela Ambrogetti ha ascoltato oltre 40 ore di registrazione, i nastri della Radio Vaticana e ne ha tratto un libro straordinario che assomiglia ad una singolare “piece teatrale”. Risposte ampie o sintetiche, battute veloci o vere interviste e conferenze sui temi più significativi della geopolitica, della teologia, della storia della Chiesa. Il volume ospita testimonianze preziose come quella del cardinale Stanisłao Dziwisz, per quaranta anni segretario personale di Giovanni Paolo II, e la puntuale introduzione del Direttore Generale della Radio Vaticana p. Federico Lombardi. Nel libro ci sono anche molte fotografie inedite scattate a bordo degli aerei.
A proposito del Pontefice nuovo beato e della sua affascinante personalità, Angela Ambrogetti ha detto in una recente intervista: “Giovanni Paolo II instaurava con le persone un rapporto umano: è interessante il fatto che, con i giornalisti, entrava in relazione col carattere di ciascun individuo facendo emergere non solo la sua capacità di Pontefice ma anche la sua umanità e personalità: questo lo si nota non solo dal tono diverso di risposte ma anche dal tipo di giornalista rispetto ad un altro, alcuni diventavano dei veri amici mentre con altri aveva un tono più asciutto. Chiaramente questo non è un libro devozionale: non parla né di Karol Wojtyla santo, né di miracoli, di misticismo o di preghiera, niente di tutto questo. È un libro dedicato proprio ad una parte di magistero del pontificato e, essendo una finestra aperta sulla personalità di Giovanni Paolo II, può essere un modo in più per conoscerlo meglio”.
Angela Ambrogetti
Compagni di viaggio. Interviste al volo con Giovanni Paolo II
Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2011
pp. 390 – 24,50 euro
http://www.libreriadelsanto.it/libri/9788820985264/compagni-di-viaggio.html
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L’AUTRICE
Vaticanista “incallita”, come lei stessa ama definirsi, Angela Ambrogetti ha iniziato la carriera di giornalista vaticanista nel 1988 alla Radio Vaticana e, dopo aver lavorato per anni per la televisione e per i quotidiani italiani, attualmente è la vaticanista per la radio del Papa e per il magazine statunitense “Inside the Vatican”, oltre a scrivere di cultura su altre riviste internazionali. Sul web cura il sito Il portone di bronzo, seguito da un pubblico di specialisti.
Angela, qual è il tuo ricordo personale di Papa Giovanni Paolo II?
“Il mio ricordo di Papa Wojtyla è legato moltissimo al suo sapersi mettere in contatto con ogni persona. Si fermava volentieri per chiederti cosa stavi facendo, noi lo incrociavamo in fretta, ma era bello lo sguardo del Papa. Era un incontro con gli occhi di una persona che voleva incontrare un’altra persona”.
Gent.le Redazione,
in verità, sento estranea alla mia dignità di cittadino del mondo qualsiasi beatificazione di un uomo da parte di un altro uomo, qualsiasi beatificazione di un uomo da parte di una Istituzione qualsivoglia, sento estraneo e mi infastidisce qualsiasi rumoreggiare di prefiche e di moltitudini intorno all’incensamento di un uomo. Penso che un uomo è un uomo e debba restare un uomo e che vada rispettato per questo e non per una sua presunta santità. Sono allergico ad ogni beatificazione e santificazione di chicchessia da parte di chicchessia perché lo trovo un insulto alla mia dignità di abitante del pianeta terra sul quale tutti piantiamo i piedi e siamo tutti uguali, senza distinzione di censo, di istruzione e di merito, nonché di potere temporale e/o sacrale.
giorgio linguaglossa
il tuo ragionamento, caro Giorgio, potrebbe non fare una grinza se non fosse che…
se non fosse che non sono degli uomini a elevare sugli altari un altro uomo, il che sarebbe esecrabile come ogni forma di culto della personalità del “capo” a cui ci hanno tristemente abituato altri tempi e regimi, ma è Dio stesso a elevarlo – per porlo come modello: da imitare, non certo da adorare – attraverso il sigillo del miracolo riconosciuto in maniera inoppugnabile che in definitiva ne certifica la santità…
ma ciascuno è libero di credere e di avere un suo pensiero, ed anche il tuo punto di vista, opinabile finchè si vuole, ci puo’ stare… a riprova che da noi, almeno da noi, non esiste il “pensiero unico”… e scusa se è poco!
un caro saluto.
Maria
APOSTOLO DI FUOCO
Dolce Padre,
un magico dì settembrino
venisti con palese amore
ad elargire sorrisi radiosi
fra le annose mura rossastre,
che severe e maestose
di antica gloria sfidano
l’implacabile aggressione del tempo.
Il prezioso messaggio pastorale
che esaltava l’essenza dell’umano
nel germe chiuso del materno seno,
pronto ad erompere come grano
maturo che si frantuma
al divenire della nuova vita,
fu accolto e recepito
dal cuore immenso della città.
Vibrarono insieme l’ anime assopite,
la dolce suadente parola ruppe
e scalfì la crosta dell’incolta
zolla per formarla al seme
fecondo del Divino.
T’inseguimmo esultanti per ripide
strade mai paghi di vederTi.
Affinché la Tua immagine
di solerte Pastore si imprimesse
viva nella mente di ognuno
e potesse riemergere evocativa,
nel silenzio ascoso dell’anima.
Apostolo di fuoco,
scintille ardenti riattizzarono
le spente ceneri.
e bruciarono vivide, rovi
e sterpi dei tiepidi cuori,
Con Te obliammo diuturni affanni
e le inquietudini profonde.
Ora fortifica con trepide preci
la fede ritemprata e benedici
la fiera gente senese.
Infaticabile riprendi il cammino
per le vie del mondo ,donando
a tutte le creature l’universale
messaggio d’amore.
Siena,14 settembre 1980, in ricordo della visita pastorale
di Sua Santità Giovanni Paolo II° alla città di Siena
M.Teresa Santalucia Scibona
bellissimi versi, cara Maria Teresa. grazie!
Grazie per l’intensità di questi versi di M.Teresa che sottolineano principalmente l’umanità del Papa Giovanni Paolo II, il suo percorrere le vie del mondo da uomo che si fa Santo, non per concessione degli altri uomini, ma per la capacità di incidere profondamente e lasciare un segno imperituro con la sua opera “umana”.
Vorrei rispondere a Giorgio che secondo il mio modo di vedere il Santo non è il supereroe o il pagano semidio, ma proprio l’uomo che manifesta col suo sacrificio e la sua opera la pienezza dell’amore divino.
Papa Giovanni Paolo II col suo amore ha “colpito” tutti, perfino il cuore del suo assassino, ha aperto la Chiesa a nuovi orizzonti, ha dato a tutti noi un esempio di compiuta realizzazione di umanità, di speranza di salvezza.
Dunque egli “è” Santo, (e sarebbe tale anche senza il nostro riconoscerlo), non per nostra concessione, ma per il dono esemplare della sua vita.
Sono una scettica in fatto religioso e non ne conosco bene il senso, tuttavia sono sempre stata attratta dai temi, dalle dottrine , dalle teorie della materia, nutrendo una profonda curiosità nella voglia di sapere…vedere… toccare… e che non sa credere ai dogmi…, ma so riconoscere il vero valore di un uomo che col suo operato ed il suo insegnamento, attraverso un cammino di fede, di bontà e di umanità, ha lasciato un segno indelebile nel cuore di tutti noi.
Mi sembra giusto e doveroso quindi che un uomo, al di là dell’abito che indossi, investito in un ruolo istituzionale, abbia un riconoscimento per i meriti compiuti nella sua vita terrena….e non sto parlando di adorazione!
Un uomo straordinario come Papa Wojtyla non può e non deve essere dimenticato se lascia dietro se la traccia dei giusti valori.Con la sua simpatia accattivante, umanità ed umiltà ha innalzato valori morali e spirituali in questo clima di decadimento sociale, risaltando gli aspetti umani e culturali nella malsana società odierna.
Un cordiale saluto
Antonella
POESIA A KAROL
I
Statua di cera che si scioglie
corruzione del corpo, fango e polvere
sfattume fuso in eterna quiescenza:
i porporati intonano canti gregoriani
sotto le vesti carni flaccide e artrosi.
Tratteniamo le feci – facciamo che non puzzi!
(Con dolcezza si sistema la veletta)
Mio padre, Padre mio, che miseria che è
quest’uomo che hai fatto a Tua immagine
e somiglianza, Padre mio di piaghe
e osso bianco e tondo
rotula e sangue e fiele
da ferita infetta
sgorga a fiotti acqua putrefatta
ma siano benedette le anime prosciolte
in infinito spazio liberate.
II
Quando le tue parole
forti volgevano
a punto erba e raso
e l’ago da parte a parte
pesante
trapassava il tessuto
docile diventava la tela di lino
e abbracci e nodi d’amore
vi si stendevano
improvvisi come acque dolci
che da sorgenti sgorgano.
Quante cascate di sorrisi
oggi cantavano di te
da falde gorgogliavano carezze
e i fiumi ricamati
vociavano il tuo nome:
sono fioriti nasturzi e glicini
nella tua tela tessuto avorio
lenzuolo ormai ingiallito
panno antico testamentario
custodito in cassa di cipresso
in nuda terra.
ANTONELLA PIZZO
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C’è assonanza fra questo cupo canto funebre di sapore medioevale o forse caravaggesco e l’immagine della fine che ormai da mesi il vecchio papa trascinava da un’apparizione all’altro e mostrava nei teleschermi di tutto il mondo? C’è qualcosa di quei segni di decadenza fisica, quasi ostentati di fronte all’esigenza di apparire sempre giovani ed efficienti, del luccichìo di quelle bave, di quegli occhi chiusi, di quel capo sempre più reclinato dal male, che noi associamo al ricordo di un uomo che, a prescindere da ogni fede e cultura, lasciò un segno così grande nella spiritualità umana?Questa poesia di Antonella Pizzo sembra cogliere questo messaggio “agito” del papa polacco, parole che egli non pronunciò mai ma che potrebbero riempire un intero volume, un romanzo o un lungo poema scritto da una mente tenace e lucida con un corpo stremato, tematizzando in una sintesi inedita nella cultura contemporanea il senso del dolore. (G.Lucini)
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http://www.poiein.it/autori/2005/2005_04/13_PizzoCarol.htm
Si può essere scettici o ergersi a super uomini che non credono… se non ad altri super uomini.
Giovanni Paolo II è un grande uomo divenuto Papa e diverrà Santo!!!!!!
La sua sensibilità, la sua spiritualità, la sua umanità, la sua ironia, la luce nei suoi occhi che riempiva di luce gli occhi di tutti…è questo che ricorda il mondo intero. Abbiamo bisogno l’uno dell’altro, aprirsi al dialogo, di esprimere e non di imporre le proprie idee, credere in qualcosa di più grande che ci guidi nel nostro percorso. Il fiume di gente che in questo momento sta arrivando a Roma renderà omaggio alla santità di un uomo che non si è chiuso nel suo egoismo terreno ma con la sua testimonianza di vita cristiana, con il suo carisma, con la sua Croce ha abbracciato l’umanità fino all’ultimo respiro!!!!!!!!!!!! Grazie Maria, un bel pensiero. Graziella Idà
PARLERO’ DI TE
(A Giovanni Paolo II)
Parlerò di te,
del tuo passo senza confine né traguardo
a consumare strade gocciate da
un sudore che non lava il pianto,
a sollevare polvere dov’era fango
e dove l’orma tua
fu solco, seme e poi germoglio.
Parlerò di te e del tuo dolore
come di una luce sepolta tra le pietre,
un’ombra che si fa scintilla e poi raggio di sole;
Parlerà di te il devoto e l’indolente,
parlerà ogni lingua e l’umanità intera
ma ora lascia che il pianto
pianga se stesso…
E’ morto il nostro Papa !
L’uomo dipinto di cielo che si macchiò
di terra e fu il racconto di Dio.
Che bel post… in cui si intrecciano voci anche dissonanti per parlare di un uomo di Dio, quindi di Dio stesso.
Perché i santi sono cartelli indicatori che ci mostrano dove andare per giungere alla Meta: Dio.
Pensiamo a quanto poveo e stento sarebbe il nostro viaggio senza il conforto di una luce, di unindicazione.
Amo questo papa per motivi anche miei personali oltre che per il fatto di essere della generazione Wojtyla… e oggi sono felice. Quella folla pacifica e gioiosa ci mostra che un’altra umanità è possibile.
Che gioia avere l’occasione di parlare del Papa santo (per me è già santo per tutte le azioni, per l’esempio, per la semplicità, l’umiltà e la sofferenza della sua vita) anche se mi mancano le parole e l’emozione di questi giorni è grande. Giovanni Paolo II è stato un grande Papa, un grande uomo, un uomo di immensa fede che ci ha guidato in tutti questi lunghi anni di pontificato. Guardando le immagini di questi giorni di beatificazione, mi sono resa sempre più conto del grande vuoto che ha lasciato dentro di me e mi consola l’idea che posso sentirlo vicino con la preghiera e con il continuo affidarsi a lui. Ripeto l’emozione è grande e l’affidarsi totale. Mi complimento per i versi e per ciò che ho letto sulla sua persona. Delia Morea
Cara Maria, grazie per aver segnalato il mio testo. Ho collaborato per molti anni alla Rivista
” La Casa Sollievo della Sofferenza” e un forte legame affettivo mi unisce a San Pio e al Sommo Pontefice, al quale scrissi una lettera che fu pubblicata. Il sentimento di filiale devozione per due celestiali creature si è irrobustito nel tempo e mai si spegnerà.
Il Signore ogni volta che nella sua Chiesa elargisce il munifico dono di inviarci un Suo Vicario in terra, così dotato di umana carità, di carisma e intensa spiritualità, intende farci partecipi della grazia e dei molti frutti che riuscirà a produrre il grande Apostolo che ha prescelto.
Dio attraverso Lui, docile ai Suoi reconditi comandi, ha rinnovato la grazia e gli insondabili misteri del dolore per attuare un mirabile disegno e per la salvezza delle anime nostre. Noi fedeli non possiamo che amare e onorare un grande Papa che ha offerto e speso la Sua vita per il bene di tutti.
Naturalmente questo è il mio pensiero e il mio profondo sentimento religioso, però
rispetto le idee altrui, anche se offro le mie soffernze affinché Gesù possa donar loro il Suo infinito Amore.