Iris lavora come operaia in una fabbrica di fiammiferi. Gesti sempre uguali, giornate sempre uguali. Tra l’indifferenza altrui ed il silenzio interiore da riempire con i sogni avidamente “mediati” dai giornali, che legge freneticamente, assaporando il piacere sublimato di chi vive solo per interposta persona. Frustrata da una grigia e opprimente vita di periferia, vessata in famiglia da rozzi e ottusi genitori, Iris sogna di piacere, di potersi specchiare anche lei negli sguardi degli altri e scoprirsi, almeno per un giorno, bella e desiderabile anche lei come le altre. Ma è un “brutto anatroccolo” e non le serve a nulla passare le domeniche alla balera, dove nessuno la nota, nessuno la invita a ballare. Un giorno, però, acquista un vestito vivace e ritorna nel locale… [continua]
